giocapo |
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| hasta la victoria siempre | |
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Amo1. la libertà
2. ricordarmi che: "bisogna essere duri senza perdere la tenerezza" 3. che guevara, cuba, il mio viaggio tra la habana e camaguey 4. la pallavolo femminile, la roma e ayrton senna 5. la nutella, il dulce de leche & la sachertorte; de gregori, guccini, de andrè, venditti anni70/80 Odio1. l'egoismo, le bugie e la mancanza di rispetto per gli altri
2. sapere che si deve contare solo su se stessi e che nn si può fare troppo affidamento sugli altri :o(.... 3. berlusconi ed i suoi amichetti; il "pensiero unico" 4. essere preso per il culo 5. la mancanza di libertà VisiteUn grazie a...LinkDicono di mese sono cose brutte sono false... forse
Sogni nel cassettosiamo realisti, esigiamo l'impossibile!
| 07 Luglio 2006
Berluscone (Brusco)
30 Settembre 2005
cuba: stop al bloqueo!22 Settembre 2005
Tre passi avanti - BandabardòTre passi avanti... uno indietro per umiltà
ognuno ha i suoi santi le sue bandiere di libertà io seguo Che Guevara mi fido dell'aria e del colore Tre passi avanti uno indietro che male non fa. Amo la piazza amo la sua densità di ogni razza, di cultura, di società. Mi piace mescolanza, fratellanza in quantità, il lato nascosto dell'America Io seguo Che Guevara Tre passi avanti uno indietro per umiltà le mani sui fianchi in processione con l'umanità al passo di danza oltre i limiti della realtà gridando "terra!" ad ogni gesto di carità. Odio la guerra senza anestesia, un'operazione di democratica ipocrisia ognuno ha la sua definizione di libertà: il lato violento dell'America Io seguo Che Guevara Libero nell'aria foto: ariproviamoooo!!! :o) - summer2005![]() 11 Agosto 2005
croazia2005la prox volta le metto! :o)
17 Giugno 2005
foto!![]() 19 Gennaio 2005
foto nuova... ma nn troppo!04 Gennaio 2005
2005: anno nuovo... vita nuova? :o)01 Aprile 2004
grande francesco!![]() La locomotiva Non so che viso avesse, neppure come si chiamava, con che voce parlasse, con quale voce poi cantava, quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli, ma nella fantasia ho l'immagine sua: gli eroi son tutti giovani e belli. Conosco invece l'epoca dei fatti, qual era il suo mestiere: i primi anni del secolo, macchinista ferroviere; i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti; sembrava il treno, anch'esso, un mito di progresso lanciato sopra ai continenti. E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano; ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite, sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite. Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevano gli uomini son tutti uguali; e contro ai re ai tiranni scoppiava nelle vie la bomba proletaria e illuminava l'aria la fiaccola dell'anarchia. Un treno tutti i giorni passava dalla sua stazione, un treno di lusso, lontana destinazione, vedeva gente riverita, pensava a quei velluti e agli ori, pensava al magro giorno della sua gente attorno, pensava a un treno pieno di signori. Non so che cosa accadde, perché prese la decisione; forse una rabbia antica, generazioni senza nome che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore, dimenticò pietà, scordò la sua bontà, la bomba sua la macchina a vapore. E sul binario stava la locomotiva, la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva, sembrava un giovane puledro che, appena liberato il freno, mordesse la rotaia con muscoli d'acciaio, con forza cieca di baleno. E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo, pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto; salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura e prima di pensare a quel che stava a fare, il mostro divorava la pianura. Correva l'altro treno ignaro e quasi senza fretta; nessuno immaginava di andare verso la vendetta, ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno: notizia d'emergenza, agite con urgenza, un pazzo si è lanciato contro il treno. Ma, intanto, corre corre corre la locomotiva e sibila il vapore, e sembra quasi cosa viva e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria: fratello non temere, che corro al mio dovere, trionfi la giustizia proletaria. E corre corre corre corre sempre più forte e corre corre corre corre verso la morte, e niente ormai può trattenere immensa forza distruttrice, aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto della grande consolatrice. La storia ci racconta come finì la corsa: la macchina deviata lungo una linea morta; con l'ultimo suo grido d'animale la macchina eruttò lapilli e lava esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo; lo raccolsero che ancora respirava. Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore mentre fa correr via la macchina a vapore, e che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia. 10 Marzo 2004
un po d'immagini...![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |